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— Ricerca AI

Da Google a ChatGPT: come sta cambiando il modo in cui cerchiamo online

9 min di lettura
Local Up

Per anni, quando avevamo bisogno di qualcosa, la domanda era sempre la stessa:

“Lo cerco su Google.”

Un ristorante.

Un professionista.

Un prodotto.

Un hotel.

Un software.

Un consiglio.

Google è diventato il punto di partenza di internet.

Ma oggi qualcosa sta cambiando.

Sempre più persone iniziano a fare una cosa diversa: chiedono direttamente all'intelligenza artificiale.

“Qual è il miglior ristorante di pesce vicino a me?”

“Quale software dovrei usare per la mia azienda?”

“Qual è il miglior commercialista nella mia città?”

“Quale macchina conviene comprare?”

Non cercano necessariamente dieci siti.

Chiedono una risposta.

Ed è qui che sta nascendo una nuova frontiera del marketing digitale.

La ricerca online non è più soltanto Google

Per molto tempo la SEO ha avuto un obiettivo abbastanza chiaro:

portare un sito nelle prime posizioni di Google.

Il percorso era:

UTENTE → GOOGLE → RICERCA → RISULTATI → SITO → CLIC

Oggi il percorso può essere diverso:

UTENTE → AI → RISPOSTA → AZIENDE / PRODOTTI CONSIGLIATI

Sistemi come ChatGPT, Google Gemini, Microsoft Copilot e altri strumenti AI stanno trasformando il modo in cui gli utenti scoprono informazioni, prodotti e servizi.

Google stesso sta integrando sempre più funzioni basate sull'intelligenza artificiale direttamente nei risultati di ricerca.

Questo significa che il modo in cui un'azienda deve pensare alla propria visibilità online sta cambiando.

Il nuovo obiettivo: essere citati dall'AI

Immaginiamo che una persona chieda:

“Quali sono le migliori agenzie di marketing in Italia?”

Un motore di ricerca tradizionale può mostrare una lista di risultati.

Un sistema AI potrebbe invece rispondere direttamente:

“Tra le agenzie che potrebbero essere adatte ci sono…”

e citare alcune aziende.

La domanda diventa quindi:

Come faccio a fare in modo che l'AI conosca la mia azienda, la consideri autorevole e possa prenderla in considerazione quando risponde?

È qui che entrano in gioco concetti come GEO, cioè Generative Engine Optimization, e AI Search Optimization.

Cos'è la GEO?

GEO significa Generative Engine Optimization.

Se la SEO tradizionale cerca di migliorare la visibilità di un sito nei motori di ricerca, la GEO punta a migliorare la probabilità che un'azienda, un prodotto o un contenuto venga riconosciuto, utilizzato o citato nelle risposte generate dall'AI.

Non significa semplicemente inserire più parole chiave.

La logica è molto più ampia.

Bisogna costruire una presenza digitale che renda chiara all'intelligenza artificiale una cosa fondamentale:

chi sei, cosa fai, dove operi e perché sei autorevole.

Un esempio molto semplice

Immaginiamo due ristoranti.

Ristorante A

Ha un sito con:

“Benvenuti nel nostro ristorante. Cucina di qualità e prodotti selezionati.”

Fine.

Ristorante B

Ha:

  • sito aggiornato;
  • informazioni chiare;
  • menu;
  • indirizzo;
  • orari;
  • Google Business Profile;
  • recensioni;
  • citazioni su siti locali;
  • articoli;
  • contenuti social;
  • informazioni coerenti su tutte le piattaforme;
  • pagine dedicate ai propri servizi e specialità.

Quale dei due offre a un sistema AI più informazioni utili per capire chi è e cosa offre?

Probabilmente il secondo.

Ed è proprio questo il punto.

L'AI ha bisogno di informazioni

Un'intelligenza artificiale non può semplicemente “indovinare” che la tua azienda è la migliore.

Ha bisogno di segnali.

Informazioni.

Contesto.

Fonti.

Recensioni.

Contenuti.

Menzioni.

Dati strutturati.

Presenza online coerente.

Google Business Profile.

Sito web.

E molto altro.

Per questo SEO e GEO non sono necessariamente due mondi separati.

Sono sempre più parte della stessa strategia di visibilità digitale.

Le recensioni diventano ancora più importanti

Pensiamo a una ricerca locale.

Un utente potrebbe chiedere:

“Qual è un buon parrucchiere nella tua città?”

L'AI dovrà cercare di capire quali attività possono essere pertinenti.

E in questo scenario, la reputazione digitale può diventare fondamentale.

  • Numero e qualità delle recensioni.
  • Frequenza degli aggiornamenti.
  • Informazioni dell'attività.
  • Presenza locale.
  • Menzioni online.
  • Coerenza dei dati.

Sono tutti elementi che contribuiscono a costruire l'identità digitale di un'azienda.

Per questo strumenti come Google Business Profile e piattaforme di recensioni non dovrebbero essere considerate semplicemente delle “schede”.

Sono vere e proprie estensioni della presenza digitale del brand.

Anche i contenuti cambiano

Se vogliamo essere visibili nell'era dell'AI, non basta più produrre contenuti soltanto per “riempire il blog”.

Bisogna creare contenuti che rispondano realmente alle domande delle persone.

Per esempio, invece di scrivere:

“La nostra azienda offre servizi di consulenza.”

Possiamo creare un contenuto come:

  • “Quanto costa una consulenza marketing per una piccola azienda?”
  • “Come scegliere un'agenzia di marketing in Italia?”
  • “Quali sono i primi passi per promuovere un ristorante sui social?”

Questi contenuti rispondono a domande concrete.

E le domande concrete sono esattamente il tipo di informazioni che gli utenti stanno iniziando a rivolgere direttamente agli strumenti AI.

Social e AI search: due mondi sempre più collegati

C'è un'altra trasformazione importante.

Le persone non scoprono più aziende e prodotti esclusivamente attraverso Google.

I social sono diventati motori di scoperta.

  • TikTok.
  • Instagram.
  • YouTube.
  • Pinterest.
  • E sempre più spesso anche le piattaforme AI.

Questo significa che un'azienda deve smettere di pensare:

“Il mio sito è separato dai social.”

La presenza digitale dovrebbe essere coerente.

Il sito racconta chi sei.

Google conferma dove sei e cosa fai.

Le recensioni raccontano l'esperienza dei clienti.

I social mostrano il tuo mondo.

Gli articoli approfondiscono la tua competenza.

Tutti questi elementi contribuiscono a costruire una stessa identità digitale.

Il brand diventa un insieme di segnali

Immagina che qualcuno chieda a un'AI:

“Conosci Local Up?”

Più informazioni coerenti esistono online, più è semplice per un sistema comprendere l'azienda.

  • Sito.
  • Articoli.
  • Social.
  • Recensioni.
  • Directory.
  • Citazioni.
  • Google Business.
  • Portfolio.
  • Case study.

Non è una singola pagina a costruire la reputazione digitale.

È l'insieme.

Ed è proprio per questo che nei prossimi anni la brand authority potrebbe diventare ancora più importante.

La GEO sostituirà la SEO?

No.

Almeno non è così semplice.

La SEO continua a essere fondamentale.

Le persone continueranno a utilizzare i motori di ricerca.

I siti continueranno ad avere bisogno di traffico organico.

Le pagine continueranno a dover essere tecnicamente ottimizzate.

Ma si aggiunge un nuovo livello.

Possiamo immaginarlo così:

SEO → ESSERE TROVATI

GEO → ESSERE CONSIDERATI NELLE RISPOSTE GENERATE DALL'AI

BRAND → ESSERE RICONOSCIUTI

La strategia vincente sarà probabilmente quella che riesce a lavorare su tutti e tre i livelli.

E se la tua azienda non fosse presente?

Questa è la domanda più importante.

Se domani un potenziale cliente chiedesse a ChatGPT:

“Indicami tre aziende affidabili nella mia zona per questo servizio.”

La tua azienda comparirebbe?

E se non comparisse, sapresti perché?

Non significa che basti “ottimizzare il sito per ChatGPT”.

La realtà è molto più complessa.

I sistemi AI utilizzano fonti e segnali differenti e il loro funzionamento cambia continuamente.

Ma una cosa è già evidente:

La presenza digitale di un'azienda sta diventando sempre più importante per essere scoperti attraverso nuovi canali.

Cosa dovrebbe fare oggi un'azienda?

Non serve stravolgere tutto.

Serve iniziare a costruire fondamenta solide.

1. Avere un sito chiaro

L'AI deve poter capire rapidamente chi sei, cosa fai e dove operi.

2. Curare Google Business Profile

Informazioni aggiornate, categorie corrette, immagini, recensioni e dati coerenti.

3. Creare contenuti utili

Articoli, guide, FAQ e contenuti che rispondano alle domande reali dei clienti.

4. Costruire autorevolezza

Recensioni, citazioni, collaborazioni, case study e presenza su fonti affidabili.

5. Mantenere coerenza

Nome, indirizzo, servizi, descrizioni e informazioni devono essere coerenti sui diversi canali.

6. Non abbandonare i social

Perché il social non serve soltanto a generare follower.

Serve a costruire riconoscibilità e fiducia.

Il prossimo Google potrebbe essere una domanda

Forse tra qualche anno non diremo più:

“Vai su Google e cerca.”

Diremo:

“Chiedilo all'AI.”

E quando succederà, le aziende che avranno costruito negli anni una forte presenza digitale avranno già qualcosa di fondamentale:

informazioni, reputazione e autorevolezza distribuite online.

Non sappiamo esattamente come saranno i motori di ricerca tra cinque anni.

Ma possiamo già vedere la direzione.

La ricerca sta diventando sempre più conversazionale, personalizzata e assistita dall'intelligenza artificiale.

E questo significa che anche il marketing deve evolversi.

Local Up

Per anni abbiamo ottimizzato i contenuti per essere trovati su Google.

Oggi dobbiamo iniziare a pensare anche a come un'intelligenza artificiale può comprendere, valutare e proporre un'azienda.

Sito web, SEO, Google Business, contenuti, social, recensioni e autorevolezza non sono più attività separate.

Sono parti dello stesso ecosistema.

Perché il futuro della ricerca non sarà soltanto:

“ESSERE PRIMI SU GOOGLE.”

Sarà fare in modo che, quando qualcuno chiede:

“CHI MI CONSIGLI?”

il tuo brand sia tra le risposte.